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La sera del 7 gennaio 1610 un uomo, Galileo Galilei, armeggia con un curioso strumento: è un “perspicillum”, un arnese che proprio quella notte è pronto a rivoluzionare la storia della scienza. Gliene era giunta notizia dall’Olanda: il padre del metodo sperimentale decide di servirsi di quel cannocchiale rivolgendolo alle stelle, inconsapevolmente dischiudendo nuovi orizzonti e lanciando verso distanze e spazi irreversibili la curiosità dell’uomo.
Sono trascorsi quattro secoli da allora e quel gesto lo compiono ogni notte astronomi ed astrofisici, manovrando ben più di un modesto “occhiale”. Eppure lo spirito è lo stesso: al di là del risultato scientifico o della grande scoperta, sopravvivono intatti il fascino e l’ebbrezza dinanzi alla visione del Cosmo. Una suggestione che, a dire il vero, scorre ben oltre il confine della scienza contaminando ogni arte, ogni sapere.
Ecco un musicista che non ha saputo resistere al suo richiamo: Giovanni Renzo. Messinese, da lustri attivo sulle scene nazionali quale apprezzato compositore ed interprete – tra le altre cose - di colonne sonore e musiche di scena, ha voluto innestare al suo itinerario artistico una grande passione per il cielo. Attratto proprio dal valore rivoluzionario di quella notte vecchia di quattrocento anni, ha voluto darle voce o, meglio, suono: ne ha ricostruito la tavola celeste, stampandola su un pentagramma e trasformando così le stelle in note e il loro splendore in dinamica. Con l’estro e le capacità che ne fanno un musicista di spessore, ha dunque creato da quegli astri una vera e propria mappa sonora: “Atlas Coelestis”, la sua ultima opera. Un lavoro che ha richiesto anni di studi ed approfondimenti e che è arrivato infine a porre l’esperienza galileiana al centro di un cammino più vasto, esteso a tutto tondo ai grandi argomenti della scienza del cielo: dalle stelle, alle pulsar, ai buchi neri.
La proposta musicale di Renzo colloca lo spettatore (non il mero ascoltatore: l’opera propone, con il contributo dell’astrofisico Gianluca Masi, dei video a supporto delle musiche, dunque un vero e proprio percorso acustico e visivo) dinanzi alla bellezza delle meraviglie cosmiche per poi condurlo a rivivere l’esperienza del grande pisano, necessario preludio all’affondo emotivo seguente, dove a prendere corpo musicale sono argomenti di assoluta modernità, quali le stelle di neutroni e le affascinanti singolarità dello spazio-tempo: i buchi neri. Suggestioni liriche e riflessioni sonore sui grandi temi della scienza astronomica si alternano a momenti più intimamente descrittivi della loro fenomenologia fisica, prima di un vero, grande bilancio finale. Alle musiche ed ai video s’accompagna un libro che svela le ragioni di “Atlas Coelestis”.
Un’esplorazione musicale che si allunga così dalla scoperta delle quattro principali lune di Giove fino ai remoti confini dell’universo conosciuto e che svela l’incanto e la struggente bellezza di un Cosmo soverchiante, ma generoso di emozioni e di spunti e che proprio per questo non è affatto diverso da un’opera d’arte.
“Atlas Coelestis – La Musica e le Stelle”, di Giovanni Renzo. Introduzione di Gianluca Masi. Edizioni Mesogea, Messina 2008. Libro + DVD Euro 18,00.
Il 31 agosto alle ore 21.00, con replica alle 22.30, Giovanni Renzo eseguirà “Atlas Coelestis” al Planetario di Roma. La partecipazione è gratuita. Per info e prenotazioni: tel. 060608, tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.30.
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