12 agosto 2026, eclissi di Sole: guida e strumenti utili all’osservazione
Il Virtual Telescope propone una guida all’eclissi totale di Sole del prossimo 12 agosto 2026, che sarà visibile come parziale anche dall’Italia. Si ricorda che la visione del Sole senza protezioni appositamente realizzate è pericolosa e rischia di procurare danni permanenti alla vista.
Proprio per consentire a tutti la visione in sicurezza, il Virtual Telescope trasmetterà online, gratuitamente, l’eclissi totale di Sole.
Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: Guida all’osservazione
di Gianluca Masi

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Il prossimo 12 agosto 2026 si verificherà un’eclissi totale di Sole, visibile come tale da specifiche regioni dell’Europa (come Groelandia, Islanda e Spagna). Essa sarà osservabile come parziale anche dall’Italia, con percentuali di oscurameno del disco solare variabili tra il 10 e il 97% circa (favorite le regioni settentrionali e occidentali).
*** Il Virtual Telescope trasmetterà in diretta l’evento, GRATUITAMENTE! ***
Questo breve scritto vuole essere una rapida guida all’osservazione del fenomeno, proponendo utili suggerimenti per una proficua e sicura esperienza, anche disponendo di mezzi non necessariamente avanzati.
Avvertenza: l’osservazione diretta del Sole, anche durante l’eclissi parziale, sia ad occhio nudo che con uno strumento ottico non opportunamente predisposto, può causare gravi ed irreparabili danni alla retina, fino alla cecità permanente. Gli ordinari occhiali da sole NON sono affatto sicuri, così come non lo sono vetri anneriti di fortuna o simili. L’autore declina ogni responsabilità da danni derivanti da un approccio errato o superficiale all’osservazione dell’eclissi.
Cosa è l’eclissi di Sole. Quando la Luna, in corrispondenza del novilunio, si trova a transitare dinanzi al disco solare, occultandolo, si produce un’eclissi di Sole. Il nostro satellite può eventualmente nascondere solo parte della nostra stella (eclissi parziale) oppure l’intero disco del Sole (eclissi totale), il tutto dipendendo anche dalla bontà dell’allineamento prospettico tra i due protagonisti. Considerando che i dischi apparenti di Sole e Luna hanno dimensioni angolari molto simili, un’eclissi totale di Sole richiede un “allineamento” molto preciso tra Terra, Luna e Sole, per ottenere una copertura integrale della nostra stella (altrimenti l’eclissi sarà ovunque solo parziale, sempre che i due dischi si intersechino almeno); inoltre, in caso di eclissi totale, la fase clou sarà visibile solo da una ristretta regione della Terra, al di fuori della quale l’eclissi sarà parziale, con entità decrescente tanto più si è lontani dalla striscia di totalità. Poiché l’orbita lunare è ellittica, la distanza della Luna dall’osservatore non è sempre uguale: pertanto, vi saranno eclissi con la Luna più vicina, dunque con disco apparentemente più grande, ed eclissi in cui essa sarà più lontana, perciò con diametro angolare più piccolo. Questo significa, in particolare, che certe eclissi totali dureranno di più, altre meno, fino al caso limite in cui il disco lunare sarà angolarmente più piccolo di quello solare, non riuscendo a coprirlo del tutto nonostante un allineamento perfetto tra i due astri rispetto alla Terra, il che produrrà un’eclissi anulare, con la silhouette del satellite circondata da un abbagliante anello di Sole.
L’eclissi del 12 agosto 2026. Quella del prossimo 12 agosto sarà un’eclissi totale di Sole. Come tale sarà visibile solo da luoghi ben specifici della Spagna, dell’Islanda e della Groenlandia. Come parziale, invece, sarà fruibile da un territorio molto più vasto, che coinvolge anche l’Italia.
Dal nostro Paese, l’evento sarà caratterizzato da una copertura assai variabile del disco solare da parte della Luna, a seconda della posizione dell’osservatore lungo lo Stivale: si passa da un oscuramento del disco solare pari al 10% dalla provincia di Lecce, a quasi il 98% dall’Asinara.
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Purtroppo, è necessario rilevare che le condizioni di osservabilità dal Belpaese non saranno affatto ideali, poiché l’eclissi avverrà quando il Sole sarà ormai prossimo al tramonto, molto basso sull’orizzonte nord-occidentale. Inoltre, la nostra stella tramonterà mentre l’evento sarà ancora in corso.
Il quadro complessivo di visibilità è ben riassunto dalla carta seguente.

Fig. 2: 12 agosto 2026, l’eclissi di Sole dall’Italia, tenendo in considerazione la presenza di rilievi montuosi che potrebbero ostacolare l’osservazione. A sinistra: visibilità del Sole al momento in cui è previsto l’inizio del fenomeno; a destra la visibilità al momento del picco dell’eclissi, con le percentuali di oscuramento del disco solare. In entrambi i casi, si tiene conto degli specifici orari locali. Credits: INAF/M. Sandri; Modello di elevazione digitale TinItaly 1.1, a cura di Tarquini S., I. Isola, M. Favalli, A. Battistini, G. Dotta (INGV, 2023).
Ne deriva un primo imperativo categorico, fondamentale: il luogo da cui osservare l’imminente eclissi di Sole va scelto in modo che l’orizzonte occidentale, particolarmente la direzione ovest-nord-ovest, sia del tutto priva di ostacoli, permettendo così l’accesso fino all’orizzonte teorico. La costa tirrenica appare particolarmente favorevole, previa verifica della reale condizione dell’orizzonte occidentale locale, al fine di evitare brutte sorprese all’ultimo momento.
Volendo esplicitare i dettagli per l’Italia, si riportano tre casi lungo il Paese, quello di Bari, Roma e Torino. I tempi per le altre località a loro vicine differiranno di pochi minuti, con le percentuali di oscuramento di cui in fig. 2.
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L’eclissi da Roma |
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Fase |
Ora Legale |
Altezza sull’orizzonte |
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Inizio eclissi parziale: |
19:33 |
6.9° |
|
Massima visibilità dell’eclissi: |
20:12 |
0.2° |
|
Tramonto del Sole: |
20:15 |
0° |
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L’eclissi da Bari |
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Fase |
Ora Legale |
Altezza sull’orizzonte |
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Inizio eclissi parziale: |
19:33 |
3.6° |
|
Massima visibilità dell’eclissi: |
19:53 |
0.2° |
|
Tramonto del Sole: |
19:56 |
0° |
|
L’eclissi da Torino |
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|
Fase |
Ora Legale |
Altezza sull’orizzonte |
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Inizio eclissi parziale: |
19:29 |
11.5° |
|
Massima visibilità dell’eclissi: |
20:22 |
2.7° |
|
Tramonto del Sole: |
20:41 |
0° |
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“Quando l’universo diventò infinito” (Castelvecchi 2026)
La scelta del luogo di osservazione. Come enfatizzato poco sopra, la visibilità dall’Italia dell’eclissi di Sole del 12 agosto 2026 sarà fortemente condizionata dalla modesta altezza sull’orizzonte della nostra stella durante l’evento. Pertanto, occorrerà selezionare scrupolosamente il proprio sito osservativo, accertandosi che esso consenta di seguire l’astro del giorno fino all’istante del tramonto astronomico. Converrà pertanto fare per tempo un sopralluogo, verificando l’assenza di ostacoli significativi in direzione ovest-nord-ovest, magari seguendo un tramonto precedente, al fine di confrontare quanto prima esso avviene rispetto a quello previsto teoricamente. Gli istanti del tramonto per ciascuna località sono disponibili qui.
Come osservare l’eclissi. L’osservazione di un’eclissi di Sole (ad eccezione della sola fase totale, quando presente) impone un secondo imperativo categorico: mai guardare direttamente la stella del giorno, sia ad occhio nudo che con uno strumento generico, se prima non ci si è preoccupati di predisporre opportuni sistemi di protezione o strumenti specificatamente progettati/certificati per l’osservazione sicura del Sole. Si rischiano danni permanenti agli occhi, fino alla cecità. La confidenza che ciascuno ha con il Sole induce a rivolgervi lo sguardo senza precauzioni, il che va assolutamente evitato.
Eppure, in termini generali, con banali accortezze o con semplici dispositivi ci si può dedicare all’osservazione in tutta sicurezza, godendo della proverbiale bellezza del fenomeno. Lungi dal voler descrivere compiutamente ogni possibilità, qui verranno proposte solo alcune opzioni, facilmente praticabili, con la speranza che possano mettere ciascuno nella condizione di seguire, personalmente, questo raro fenomeno astronomico.
Vi è da dire che l’eclissi in arrivo si produrrà – come detto – con il Sole a pochi gradi sull’orizzonte: talvolta, proprio mentre la stella è prossima al tramonto, si riesce a vederne comodamente il disco con i propri occhi, poiché la sua luce viene enormemente abbattuta dall’assorbimento operato dal notevole spessore di atmosfera che essa attraversa quando è molto bassa e dalla foschia. Solo in questo caso l’osservazione ad occhio nudo può essere condotta senza filtri specifici. Nel dubbio, adoperare sempre un filtro in astrosolar. Tuttavia, neanche in questo caso si può osservare attraverso uno strumento ottico privo di protezioni certificate: se si adopera un binocolo o un piccolo telescopio, occorre SEMPRE utilizzarle!
Qui di seguito alcune tecniche sicure.
- Foro stenopeico. Rifacendosi agli albori della fotografia, si può realizzare in modo molto semplice una sorta di camera oscura, praticando un piccolo foro su un cartoncino sufficientemente ampio e utilizzandolo come “ottica” di proiezione su uno schermo retrostante, distante circa un metro dal primo. Il diametro del foro non può essere eccessivo, pena un’immagine del disco solare sfocata, né piccolissimo, con una immagine risultante troppo debole. L’ideale sarebbe realizzare una zona d’ombra tutt’intorno allo schermo, magari realizzando il foro su uno schermo ampio, approfittando perciò della sua stessa ombra retrostante. Questo anche perché il Sole sarà comunque più debole del solito, poiché basso e prossimo al tramonto. La figura seguente potrebbe rappresentare un’utile ispirazione.
Per un risultato ottimale, converrà sperimentare per tempo con fori di diverso diametro, a distanze differenti dallo schermo posteriore. Anche un semplice scolapasta può essere adoperato con successo!
- Proiezione con uno strumento ottico. Un piccolo telescopio o un binocolo possono essere utilizzati per proiettare (senza mai guardarvi attraverso, pena danni permanenti alla retina!) l’immagine del Sole su uno schermo retrostante. Si faccia però estrema attenzione a non intercettare con l’occhio il fascio luminoso uscente dallo strumento: questo impone attenzione nel puntare il Sole, che non andrà guardato direttamente. Nel caso si utilizzi un binocolo, si coprirà uno degli obiettivi, per evitare una doppia immagine del Sole sullo schermo.
Se si utilizza un telescopio, converrà tappare il suo eventuale cercatore, per evitare che l’eccessivo calore prodotto dal Sole nel piccolo strumento bruci il relativo crocicchio; inoltre, così facendo si eviterà di guardarvi attraverso, anche per mera abitudine, evitando così gravi danni alla propria retina.
Occorre far presente che un telescopio utilizzato in questo modo concentra molto calore sulle lenti dell’oculare, con il rischio di danneggiarlo, se costituito da parti incollate. Anche per questo, e per evitare comunque di sottoporre lo strumento ad inutili stress termici (per ridurre i quali si potrebbe diaframmare lo strumento), l’opzione seguente, che impiega una specifica pellicola filtrante, rappresenta la scelta aurea per una visione entusiasmante e sicura.
- Osservazione con pellicola certificata per osservazione del Sole. I metodi precedenti propongono l’osservazione indiretta del Sole, la cui immagine viene proiettata su uno schermo e non indirizzata direttamente all’occhio. Questo perché gli strumenti là adoperati non dispongono di quei dispositivi indispensabili per poter osservare direttamente il Sole senza rischi. D’altro canto, la visione diretta del Sole durante l’eclissi, con sistemi sicuri, è senza dubbio più appagante ed emozionante. Al fine di realizzare un dispositivo utile allo scopo, si può adoperare una specifica pellicola, detta AstroSolar, che consente di realizzare a basso costo filtri assolutamente sicuri, da adoperarsi sia per osservazioni visuali (anche senza telescopio!) che fotografiche.

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Il più semplice dispositivo pienamente sicuro, utile alla visione dell’eclissi di Sole, è costituito da un paio di occhialini certificati, pronti per essere indossati e utilizzati. Visto il costo irrisorio di tale accessorio, la semplicità di utilizzo e la totale sicurezza, esso può essere considerato un must in occasione di un’eclissi solare. Inoltre, tali occhialini possono essere adoperati per osservare il Sole in sicurezza quando esso mostra macchie di grandi dimensioni, visibili perciò senza strumenti ottici.
Se invece si vuole utilizzare il proprio telescopio, binocolo o strumento fotografico, la pellicola filtrante va sistemata davanti agli obiettivi. A tale scopo si possono reperire sia dei filtri certificati già sagomanti, con tanto di telaio per un montaggio solido sullo strumento, oppure fogli di pellicola certificata utili per realizzare filtri ad hoc, da fissare con cura sempre dinanzi all’obiettivo del telescopio. Tali filtri, sia già pronti all’uso che autocostruiti, consentono di realizzare con semplicità bellissime immagini dell’eclissi, anche se si dispone di una ordinaria fotocamera con obiettivo zoom o teleobiettivo.
Vale la pena ricordare che simili filtri per i propri strumenti non sono limitati nell’uso alle sole eclissi, permettendo immagini e osservazioni straordinarie del Sole e delle sue macchie in ogni momento: pertanto l’acquisto di un tale accessorio completa la propria strumentazione astronomica per visioni solari in generale.
- Osservazioni con telescopi solari dedicati. Da ultimo, vale la pena menzionare che sono disponibili telescopi solari dedicati, operanti a specifiche lunghezze d’onda, come la riga H-alpha dell’idrogeno. Oltre a garantire un’osservazione del tutto sicura, essi aggiungono l’esperienza di una visione straordinaria, mostrando eventualmente protuberanze e/o altre caratteristiche solari, ancor più suggestive nel corso di un’eclissi.
L’autore. Gianluca Masi è nato a Frosinone. Laureato in Fisica, indirizzo astrofisico, presso l’Università “La Sapienza”, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Astronomia presso l’Università di “Tor Vergata”. Ha all’attivo la pubblicazione di circa 1000 contributi professionali, ha scoperto decine di asteroidi, numerose stelle variabili, è co-scopritore di tre pianeti extrasolari e del transiente ASASSN- 15lh, tra le supernovae più luminose mai individuate. Nel 2006 ha fondato il progetto Virtual Telescope. Suoi contributi scientifici e fotografici appaiono regolarmente su Ansa, BBC, CNN, Newsweek, New York Times, RAI e altri prestigiosi media, radio e TV nazionali ed esteri. Ha tenuto numerosissime conferenze sia in Italia che all’estero. Si occupa attivamente del rapporto tra la scienza del cielo e il mondo dell’arte, dedicandosi intensamente anche alla fotografia. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, l’asteroide (21795) è stato denominato “Masi” dall’International Astronomical Union per i suoi meriti scientifici, ha vinto lo “Shoemaker NEO Grant” della Planetary Society, il “Premio Tacchini” della Società Astronomica Italiana e il “Premio Ruggieri” dell’Unione Astrofili Italiani. Coordinatore per l’Italia di Asteroid Day e Astronomers Without Borders, è membro dell’International Astronomical Union, della European Astronomical Society e della Società Astronomica Italiana. Ambasciatore del progetto “Dark Skies for All”, ha ricevuto dall’International Astronomical Union il certificato di “Dark e Quiet Sky Protector”. Nel 2026 ha pubblicato il suo primo libro “Quando l’universo diventò infinito” (Castelvecchi editore).
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