21 giugno 2020, eclissi di Sole: guida e strumenti utili all’osservazione

21 giugno 2020, eclissi di Sole - poster dell'evento

21 giugno 2020, eclissi di Sole – poster dell’evento

Il Virtual Telescope propone una guida esclusiva all’eclissi anulare di Sole del prossimo 21 giugno, che sarà marginalmente visibile come parziale dall’Italia. Si ricorda che la visione del Sole senza protezioni appositamente realizzate è pericolosa e rischia di procurare danni permanenti alla vista.

Proprio per consentire a tutti la visione in sicurezza, il Virtual Telescope trasmetterà online, gratuitamente, l’eclissi di Sole, con contributi dai luoghi dove si vedrà completamente (Africa e Asia).

Eclissi di Sole del 21 giugno 2020: Guida all’osservazione

di Gianluca Masi

 

Il prossimo 21 giugno, appena dopo il solstizio estivo, si verificherà una splendida eclissi anulare di Sole. Dall’Italia essa sarà visibile come parziale, di modesta entità, con un oscuramento del Sole intorno al 0.5% per Roma e valori di poco migliori man mano che ci si sposta più a sud. Dal Nord Italia, invece, essa sarà invisibile. *** Il Virtual Telescope trasmetterà in diretta l’evento, GRATUITAMENTE! ***

Questo breve scritto vuole essere una rapida guida all’osservazione del fenomeno, proponendo utili suggerimenti per una proficua e sicura esperienza, anche disponendo di mezzi non necessariamente avanzati.

Avvertenza: l’osservazione diretta del Sole, anche durante l’eclissi parziale, sia ad occhio nudo che con uno strumento ottico non opportunamente predisposto, può causare gravi ed irreparabili danni alla retina, fino alla cecità permanente. Gli ordinari occhiali da sole NON sono affatto sicuri, così come non lo sono vetri anneriti di fortuna o simili. L’autore declina ogni responsabilità da danni derivanti da un approccio errato o superficiale all’osservazione dell’eclissi.

Cosa è l’eclissi di Sole. Quando la Luna, in corrispondenza del novilunio, si trova a transitare dinanzi al disco solare, occultandolo, si produce un’eclissi di Sole. Il nostro satellite può eventualmente nascondere solo parte della nostra stella (eclissi parziale) oppure l’intero disco del Sole (eclissi totale), il tutto dipendendo anche dalla bontà dell’allineamento prospettico tra i due protagonisti. Considerando che i dischi apparenti di Sole e Luna hanno dimensioni angolari molto simili, un’eclissi totale di Sole richiede un “allineamento” molto preciso tra Luna e Sole, per ottenere una copertura integrale della nostra stella (altrimenti l’eclissi sarà ovunque solo parziale, sempre che i due dischi si intersechino almeno); inoltre, in caso di eclissi totale, la fase centrale sarà visibile solo da una ristretta regione della Terra, al di fuori della quale l’eclissi sarà parziale, con entità decrescente tanto più si è lontani dalla striscia di totalità. Poiché l’orbita lunare è ellittica, la distanza dell’osservatore dalla Luna non è sempre uguale: pertanto, vi saranno eclissi con la Luna più vicina, dunque con disco apparentemente più grande, ed eclissi in cui essa sarà più lontana, perciò con disco apparentemente più piccolo. Questo significa, in particolare, che certe eclissi totali dureranno di più, altre meno, fino al caso limite in cui il disco lunare sarà angolarmente più piccolo di quello solare, non riuscendo a coprirlo del tutto nonostante un allineamento perfetto tra i due astri, il che produrrà un’eclissi anulare, con la silhouette lunare circondata da un abbagliante anello di Sole.

 

Fig. 1: schema semplificato di un'eclissi di Sole

Fig. 1: schema semplificato di un’eclissi di Sole

 

L’eclissi del 21 giugno 2020. Quella del prossimo 21 giugno sarà un’eclissi anulare di Sole. La regione ove il fenomeno sarà anulare, di estensione sempre modesta, si colloca tra Africa e Asia.

Dall’Italia, l’evento sarà caratterizzato da una modestissima – quasi sfuggente – copertura del disco solare (a Roma essa sarà di circa il lo 0.5%, a Siracusa del 6%, a nord del tutto invisibile).  Il quadro generale di visibilità è ben riassunto da questa carta, predisposta dalla Nasa.

Fig. 2. 21 giugno 2020, eclissi anulare di Sole: visibilità

Fig. 2. 21 giugno 2020, eclissi anulare di Sole: visibilità

 

Volendo esplicitare i dettagli per l’Italia, si farà riferimento a Roma, visto che le differenze saranno al più di pochi minuti. Come si vede dalla fig. 4, l’eclissi si produce di mattina, con il Sole a circa 15-20 gradi di altezza sull’orizzonte orientale, pertanto occorrerà scegliere un luogo dal quale l’orizzonte non presenti ostacoli più elevati di così.

Fig. 3: le principali fasi dell'eclissi vista da Roma: da sinistra a destra inizio, fase massima, fine dell'eclissi

Fig. 3: le principali fasi dell’eclissi vista da Roma: da sinistra a destra inizio, fase massima, fine dell’eclissi

 

L’eclissi da Roma

Fase

Ora Solare

Altezza sull’orizzonte

Inizio eclissi parziale :

07:18:28

16°

Massimo dell’eclissi :

07:32:18

19°

Fine eclissi parziale :

07:46:13

21°

Fig. 4 dettagli eclissi per Roma

 

Come osservare l’eclissi. L’osservazione di un’eclissi di Sole (ad eccezione della sola fase totale, quando presente) impone un solo imperativo, categorico: mai guardare direttamente la stella del giorno, sia ad occhio nudo che con uno strumento generico, se prima non ci si è preoccupati di predisporre opportuni sistemi di protezione o strumenti specificatamente progettati per l’osservazione sicura del Sole. Si rischiano danni permanenti agli occhi, fino alla cecità. La confidenza che ciascuno ha con il Sole induce a rivolgervi lo sguardo senza precauzioni, il che va assolutamente evitato.

Eppure, con banali accortezze o con semplici dispositivi, ci si può dedicare all’osservazione in tutta sicurezza, godendo della proverbiale bellezza del fenomeno. Lungi dal voler descrivere compiutamente ogni possibilità, qui verranno proposte solo alcune opzioni, facilmente praticabili, con la speranza che possano mettere ciascuno nella condizione di seguire, personalmente, questo raro fenomeno astronomico.

  • Foro stenopeico. Rifacendosi agli albori della fotografia, si può realizzare in modo molto semplice una sorta di camera oscura, praticando un piccolo foro su un cartoncino sufficientemente ampio e utilizzandolo come “ottica” di proiezione su uno schermo retrostante, distante circa un metro dal primo. Il diametro del foro non può essere eccessivo, pena un’immagine del disco solare sfocata, né piccolissimo, con una immagine risultante troppo debole. L’ideale sarebbe realizzare una zona d’ombra tutt’intorno allo schermo, magari realizzando il foro su uno schermo ampio, approfittando perciò della sua stessa ombra retrostante. La figura seguente potrebbe rappresentare un’utile ispirazione.
Fig. 5 Piccola camera oscura per la visione del Sole

Fig. 5 Piccola camera oscura per la visione del Sole

Per un risultato ottimale, converrà sperimentare per tempo con fori di diverso diametro, a distanze differenti dallo schermo posteriore. Anche un semplice scolapasta può essere adoperato con successo!

  • Proiezione con uno strumento ottico. Un piccolo telescopio o un binocolo possono essere utilizzati per proiettare (senza mai guardarvi attraverso, pena danni permanenti alla retina!) l’immagine del Sole su uno schermo retrostante. Si faccia però estrema attenzione a non intercettare con l’occhio il fascio luminoso uscente dallo strumento: questo impone attenzione nel puntare il Sole, che non andrà guardato direttamente. Nel caso si utilizzi un binocolo, si coprirà uno degli obiettivi, per evitare una doppia immagine del Sole sullo schermo.
Fig. 6: uso di un binocolo per osservare il Sole per proiezione

Fig. 6: uso di un binocolo per osservare il Sole per proiezione

Se si utilizza un telescopio, converrà tappare il suo eventuale cercatore, per evitare che l’eccessivo calore prodotto dal Sole nel piccolo strumento bruci il relativo crocicchio; inoltre, così facendo si eviterà di guardarvi attraverso, anche per mera abitudine, evitando così gravi danni alla propria retina.

 

Fig. 7: uso di un telescopio per osservare il Sole per proiezione

Fig. 7: uso di un telescopio per osservare il Sole per proiezione

Occorre far presente che un telescopio utilizzato in questo modo concentra molto calore sulle lenti dell’oculare, con il rischio di danneggiarlo, se costituito da parti incollate. Anche per questo, e per evitare comunque di sottoporre lo strumento ad inutili stress termici (per ridurre i quali si potrebbe diaframmare lo strumento), l’opzione seguente, che impiega una specifica pellicola filtrante, rappresenta la scelta aurea per una visione entusiasmante e sicura.

  • Osservazione con pellicola AstroSolar. I metodi precedenti propongono l’osservazione indiretta del Sole, la cui immagine viene proiettata su uno schermo e non indirizzata direttamente all’occhio. Questo perché gli strumenti là adoperati non dispongono di quei dispositivi indispensabili per poter osservare direttamente il Sole senza rischi. D’altro canto, la visione diretta del Sole durante l’eclissi, con sistemi sicuri, è senza dubbio più appagante ed emozionante. Al fine di realizzare un dispositivo utile allo scopo, si può adoperare una specifica pellicola, detta AstroSolar, che consente di realizzare a basso costo filtri assolutamente sicuri, da adoperarsi sia per osservazioni visuali (anche senza telescopio!) che fotografiche.

Il più semplice dispositivo pienamente sicuro, utile alla visione dell’eclissi di Sole, è costituito da un paio di occhialini in AstroSolar, pronti per essere indossati e utilizzati. Visto il costo irrisorio di tale accessorio, la semplicità di utilizzo e la totale sicurezza, esso può essere considerato un must in occasione di un’eclissi solare. Inoltre, tali occhialini possono essere adoperati per osservare il Sole in sicurezza quando esso mostra macchie di grandi dimensioni, visibili perciò senza strumenti ottici.

Se invece si vuole utilizzare il proprio telescopio, binocolo o strumento fotografico, la pellicola filtrante va sistemata davanti agli obiettivi. A tale scopo si possono reperire sia dei filtri in AstroSolar già sagomanti, con tanto di telaio utile al montaggio solido sullo strumento, oppure fogli di AstroSolar utili per realizzare filtri ad hoc, da fissare con cura sempre dinanzi all’obiettivo del telescopio. Tali filtri, sia già pronti all’uso che autocostruiti, consentono di realizzare con semplicità bellissime immagini dell’eclissi, anche se si dispone di una ordinaria fotocamera con obiettivo zoom o teleobiettivo.

Vale la pena ricordare che simili filtri per i propri strumenti non sono limitati nell’uso alle sole eclissi, permettendo immagini e osservazioni straordinarie del Sole e delle sue macchie in ogni momento: pertanto l’acquisto di un tale accessorio completa la propria strumentazione astronomica per visioni  solari in generale.

  • Osservazioni con telescopi solari dedicati. Da ultimo, vale la pena menzionare che sono disponibili telescopi solari dedicati, operanti a specifiche lunghezze d’onda, come la riga H-alpha dell’idrogeno. Oltre a garantire un’osservazione del tutto sicura, essi aggiungono l’esperienza di una visione straordinaria, mostrando eventualmente protuberanze e/o altre caratteristiche solari, ancor più suggestive nel corso di un’eclissi.

 

Eclissi Parziale di Sole del 4 gennaio 2011

Eclissi Parziale di Sole del 4 gennaio 2011

 

L’autore. Gianluca Masi è laureato in Fisica, indirizzo astrofisico, presso l’Università “La Sapienza”, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Astronomia presso l’Università di “Tor Vergata”. Ha all’attivo la pubblicazione di oltre 900 contributi professionali, ha scoperto decine di asteroidi, numerose stelle variabili, è co-scopritore di tre pianeti extrasolari e del transiente ASASSN-15lh, la più luminosa supernova mai scoperta. Nel 2006 ha fondato il progetto Virtual Telescope. Sui contributi scientifici e fotografici appaiono regolarmente su Ansa, CNN, Newsweek, RAI e altri prestigiosi media, radio e TV nazionali ed esteri. Ha tenuto numerosissime conferenze sia in Italia che all’estero. Si occupa attivamente del rapporto tra la scienza del cielo e il mondo dell’arte, dedicandosi intensamente anche alla fotografia. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, l’asteroide (21795) è stato denominato “Masi” dall’International Astronomical Union per i suoi meriti scientifici. E’ Coordinatore per l’Italia di Asteroid Day e Astronomers Without Borders. E’ Ambasciatore del progetto “Dark Skies for All”, dell’International Astronomical Union.

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